La politica dei piccoli passi (parte ll)

Se hai già letto la prima parte di questo articolo scritta da Marco sulla politica dei piccoli passi, sai che puoi migliorare la tua situazione finanziaria evitando cambiamenti bruschi e repentini.

In questa seconda parte dell’articolo invece scoprirai le motivazioni psicologiche alla base di tutto questo. E vedremo come è possibile, un passo per volta, attuare i cambiamenti desiderati.

Iniziamo.

Hai mai avuto delle abitudini che per quanto negative, sono state (o sono tuttora) difficili da eliminare? Fumare, mangiare troppo, acquisti compulsivi. Gli esempi sono molteplici.

Spesso si sa già di voler intervenire su quell’abitudine e si desidera un cambiamento, e la motivazione non manca. Ma purtroppo

la motivazione non è tutto

È uno dei fattori in gioco, e senza dubbio un buon punto di partenza, ma non basta.

Nella maggior parte dei casi in cui una persona decide di eliminare un comportamento dannoso per se stessa, sbaglia l’approccio.

Perché prova a risolvere e ad attuare un cambio radicale da un giorno all’altro o addirittura, in alcuni casi, prova a cambiare più cose contemporaneamente.

Immagina un fumatore e bevitore incallito che provi a smettere di fumare e di bere in un giorno. Follia, vero?

Allo stesso modo, anche se meno paradossale, cosa succede a chi ha l’abitudine di fumare 20 sigarette al giorno e decide di smettere dalla sera alla mattina?



Semplice: (a parte alcune eccezioni*) alcuni riescono a smettere per un periodo, altri non ci riescono proprio. Ha decisamente senso ridurre gradualmente l’assunzione di nicotina, magari passando a dei palliativi come ad esempio la sigaretta elettronica o, per i fumatori più incalliti, ad un’integrazione con il cerotto a rilascio di nicotina.

Perché?

Perché, tralasciando la biochimica coinvolta in questa particolare abitudine, i cambiamenti improvvisi e radicali ci causano ansia e stress. Un vero e proprio shock al cervello, che spesso mette in atto meccanismi di difesa, rifiutando la novità e tornando alle vecchie abitudini.

 

Il meccanismo di difesa attuato dal cervello può essere riassunto come segue:

  1. Si crea un vuoto a seguito dal cambio di routine: “E ora che faccio? Prima per quanto mi facessi del male, avrei saputo cosa fare. E adesso?”. Manca la gestualità, la ritualità, la sicurezza che ne deriva.
  2. Si genera il bisogno di una ricompensa veloce che troppo spesso non riceve. Tutti i vizi e i comportamenti dannosi, hanno un comune denominatore: danno soddisfazione immediata. Abbandonandoli improvvisamente, si rischia di ricaderci con tutte le scarpe poiché ci ritroviamo non appagati. Ci manca, appunto, la “ricompensa nel breve termine”.

Ho parlato di eccezioni*. Un esempio piuttosto diffuso è quello di una donna che scopra di aspettare un figlio. In questo caso, motivazione (senso di responsabilità verso il nascituro) e gratificazione (“diventerò mamma!”) sono nettamente superiori al desiderio di fumare.

Tutto qui. Siamo complicati per alcuni versi, ed estremamente semplici e lineari per altri.

Probabilmente a questo punto ti starai chiedendo come puoi applicare la politica dei piccoli passi in ambito finanziario. La mente funziona sempre allo stesso modo. Ecco perché utilizzo esempi di vita reale: per facilitare la comprensione. Per cui se hai cattive abitudini in ambito di finanza personale, le motivazioni sono sempre le stesse. E anche le soluzioni sono analoghe.

Noi siamo il risultato di tutte le piccole azioni che compiamo ogni giorno, e che abbiamo compiuto fino ad oggi.

Perciò, ad esempio, per dimagrire, hai necessità di implementare una serie di piccoli obiettivi quotidiani, che di per sé sembrano semplici, ma che proprio per questo, se sostenuti da una disciplina che li protrae nel tempo, sono efficaci. In ambito finanziario la questione è assolutamente identica.

 

Una volta compreso che l’unico modo per attuare un cambiamento sostenibile e duraturo è fare un passo alla volta, la politica dei piccoli passi, appunto, avrai bisogno di un piano d’azione.

Attenzione: le due cose sono strettamente correlate. Non esiste una senza l’altra, ossia il cambiamento per essere duraturo DEVE essere sostenibile. Altrimenti NON funziona.

E allora come è possibile riuscire ad eliminare le abitudini indesiderate o addirittura dannose? È talmente semplice da essere disarmante. Nessun approccio segreto.

Tutto ciò che devi fare è riuscire a modificare i tuoi comportamenti un po’ per volta: piccoli passi per un grande cambiamento.

Facendo così noterai subito dei piccoli cambiamenti che riusciranno a darti subito quella piccola “ricompensa nel breve termine” di cui abbiamo parlato prima, e che ti aiuta a proseguire.

Ad esempio, se hai la necessità nella tua vita di doverti svegliare alle 5.30 del mattino, quando invece sei solito svegliarti alle 8.00, non cercare di anticipare l’ora del risveglio di ben due ore e mezza. Specie se vai a letto tardi. Ha molto più senso fare piccoli cambiamenti di 15 minuti per volta, anticipando non solo l’orario di risveglio, ma anche quello in cui vai a dormire.

Lo sforzo sarà graduale e quindi quasi impercettibile.

Inoltre, così facendo, noterai subito un aumento della fiducia in te stesso e della tua autostima, perché stai mantenendo gli obiettivi che ti sei prefissato. In questo modo non avrai scuse e, al contrario, sarai ancora più motivato a continuare e a fare meglio.

E come anticipato sopra,la politica dei piccoli passi funziona anche in ambito finanziario

Credi di poter diventare ricco da un giorno all’altro? Forse se disponi di un grande capitale di partenza e sai cosa stai facendo, potresti riuscirci. Ti invito comunque a stare attento alle truffe. Se hai bisogno di suggerimenti, ne abbiamo parlato in un articolo passato.
Se invece sei un comune mortale, che inizia con un capitale che va dai duemila ai diecimila euro, dovrai essere più paziente.

La pazienza non è solo la virtù dei forti, ma è anche una caratteristica necessaria di chi vuole diventare un Investitore consapevole e, soprattutto, profittevole.

Come ti ha spiegato Marco nella prima parte dell’articolo infatti, vale molto di più investire senza fare il passo più lungo della gamba, portando a casa piccoli profitti con costanza che sperare nel “colpaccio”.

Per oggi è tutto, spero di esserti stata d’aiuto.

Giulia Fidilio, Educatrice Finanziaria AIEF e Docente di Finanza Comportamentale


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