Sono tutti pazzi per il Trading

“Tutti pazzi per il Trading”…In effetti da qualche anno a questa parte ormai il Trading online sembra essere di moda.

Moltissime persone ne hanno già sentito parlare, e diverse ci si sono cimentate, spesso con pessimi risultati. I numeri parlano chiaro: basta leggere i disclaimer sulle piattaforme di Trading. Intorno al 90% delle persone perde denaro.

E questo può portare a liquidare il Trading come una truffa o comunque ad assimilarlo al gioco d’azzardo.

La realtà è però che il Trading è un’attività ad alto potenziale lucrativo.

Per questo, inevitabilmente, attrae molti principianti, ingolositi da guadagni facili, sollecitati in maniera più o meno spinta da tutte quelle piattaforme di Trading, che forse hanno qualche volta chiamato anche te, per proporti qualche centinaio di euro in regalo per aprire un conto con loro.

Inutile dire che quei soldi non sono assolutamente regalati, e che sono condizionali ad un numero di operazioni tale che il “broker” alla fine ci guadagna.

Già questo dovrebbe dirla lunga sull’affidabilità di tali piattaforme.

Se ci pensi un attimo è evidente: una piattaforma che fa chiamate a freddo per reclutare nuovi clienti continuamente, ogni giorno, è perché ha bisogno di farlo.

Una piattaforma seria, un Broker serio, acquisisce clienti in maniera organica e naturale. Attraverso pubblicità non invasive, passaparola dei clienti attivi, cose di questo genere.

 

Il tipo di clientela attratto con queste modalità (la seconda modalità, quella seria), tendenzialmente è abbastanza consapevole. Magari dispone di un capitale da investire, anche se di piccola o media entità. È un tipo di cliente che si è informato e ha deciso di studiare, di formarsi e di cominciare ad investire in autonomia. Conosce i principi del money management e della gestione del rischio e, soprattutto, non si lascia governare dalle proprie emozioni.

Registra più profitti che perdite e, anziché prelevare denaro, fa il contrario: ogni qualvolta ne ha la possibilità ne versa, per aumentare il proprio capitale. E continua ad operare. Riducendo al minimo indispensabile l’utilizzo di strumenti con cui non ha dimestichezza, almeno finché non ha raggiunto un certo grado di esperienza e comprensione delle dinamiche del mercato.

 

Questa la teoria, lo scenario ideale…

Ecco, purtroppo lo scenario tipo è invece molto diverso.

Ci si fa ingolosire da una dal marketing ingannevole sommariamente descritto sopra.

Dopo un’oretta a leggere qualche articolo qua e là e magari aver “smanettato” con la piattaforma di turno, si pensa che sia facile e si decide di passare all’azione.

Dopotutto quanto può essere difficile? Devi solo piazzare un ordine e chiudere quando sei in profitto. Giusto?

Sbagliato.

Prima di piazzare un ordine va fatta tutta una serie di attività a monte. Che si tratti di valutare gli effetti delle notizie su una coppia valutaria, o di studiare un titolo azionario e fare analisi tecnica e fondamentale…queste sono tutte attività imprescindibili.

Altrimenti non è Trading ma gioco d’azzardo, perché in sostanza si sta scegliendo di aprire posizioni a caso.

Questa è la fase 1: quella dell’arroganza e dell’incoscienza.

Se poi capita che i primi trade si chiudano in positivo (per fortuna, non per bravura, sia chiaro) ecco che il novello Trader Improvvisato pensa di sapere tutto. Inizia quindi ad aumentare l’entità delle posizioni che apre, aumentando il rischio di perdere denaro. Arrivano le prime perdite pesanti, il capitale si riduce considerevolmente.

Qui finisce la fase 1 e inizia la fase 2: il terrore di perdere denaro.

Niente di strano: è la naturale avversione alle perdite che caratterizza l’essere umano. Ma in questa fase essa spinge a tentare di recuperare le perdite in maniera disorganizzata e più ispirata al panico che alla razionalità.

Il capitale continua a diminuire velocemente. Le scelte diventano completamente azzardate e dettate dalle emozioni. Ormai ogni traccia di raziocinio è svanita.

Finché il capitale si azzera, inesorabilmente.

Quindi non credere mai a chi ti promette guadagni facili.

“Aspettarsi grandi ricompense per piccoli investimenti significa incoraggiare un comportamento stupido” Warren Buffett

Ma allora il Trading è da demonizzare? Un’attività della quale avere paura e da non intraprendere mai?

Le risposte sono nell’ordine: no e dipende. In primis dipende da quale risultato si voglia ottenere. Cioè, se stai cercando un metodo rapido per diventare ricco, stai alla larga dal Trading, perché non fa per te.

Dire che si diventa ricchi facilmente e velocemente, anche partendo con 500 euro, è riduttivo per la professione e significa fare false promesse. A meno che tu non disponga già di un capitale elevato, l’unico modo di realizzare i profitti astronomici che promettono certe pubblicità, è quello di utilizzare la leva a livelli che in Europa non sono nemmeno più consentiti dopo l’entrata in vigore di Esma.

Se hai intenzione di diventare un trader profittevole infatti, dovrai armarti di tempo, pazienza, costanza e disciplina.

La maggior parte delle persone che si avvicina al Trading non ha né tempo a disposizione per studiare e formarsi seriamente, né la pazienza, la costanza o la disciplina per farlo.

Non si diventa ricchi per caso. Non si ha successo nel proprio lavoro per caso, dall’oggi al domani.

Come in ogni ambito della vita, anche in ambito finanziario il successo è frutto di studio, lavoro ed esperienza sul campo, e tanta costanza.

Ne abbiamo già parlato nei due articoli sulla politica dei piccoli passi che trovi qui e qui.

Ad ogni modo, se pensi che saresti in grado di impegnarti a sufficienza, ma non sai come iniziare a mettere da parte una somma di denaro utile a partire, allora ti consiglio vivamente di leggere questo articolo scritto da Marco: scoprirai un metodo semplice e pratico per risparmiare.

Niente di fumoso, poco chiaro e inattuabile. Al contrario: un metodo applicabile da chiunque e, soprattutto, da subito.

Sto scrivendo queste cose io, che ho fondato e gestisco una scuola di formazione su Investimenti e Trading, proprio perché ho l’esperienza per parlare. In questi anni abbiamo come scuola conosciuto moltissime persone (ti direi più di mille), abbiamo parlato con loro e siamo giunti a questa conclusione:

la maggior parte delle persone che si avvicina al Trading o che cerca un corso di Trading in realtà non farà Trading nella vita.

E forse è un bene che sia così. Come diceva la pubblicità del Pinot Chardonnay Cinzano a fine anni ’80 (se sei della mia generazione o poco più grande la ricorderai):

“per molti, ma non per tutti”

Vale a dire che il Trading non è la soluzione a tutto. Al contrario: rischi di trovarti con meno soldi di quando hai iniziato!

Se hai un pessimo rapporto con il denaro, se hai una storia di cattiva gestione delle tue finanze, il Trading non è una soluzione che fa per te.

Non farà altro che peggiorare la situazione e spingerti verso comportamenti errati, poco funzionali e addirittura deleteri in alcuni casi.

Io stessa ho sconsigliato vivamente ad alcune persone di fare un corso di Trading. Perché non me la sentivo di vendere un corso, se sapevo già in partenza che la persona in questione non aveva tempo né risorse da investire.

Come scuola pensiamo che se non disponi di un capitale di partenza, la tua preoccupazione principale dovrebbe essere quella di imparare ad accantonare il 10% delle tue entrate e creartene uno.

Se sei un Imprenditore o un Libero Professionista, dovresti prima mettere in sicurezza te e la tua famiglia in caso di infortunio o malattia, piuttosto che pensare di investire i soldi dell’azienda in un conto Trading.

Credo che se tutti imparassero a gestire meglio ciò che hanno e a risparmiare ogni mese, con costanza, starebbero meglio.

Paga molto di più accantonare e mettersi in sicurezza contro gli imprevisti che sperare nel colpaccio con il Trading.

Questo intendiamo in Investment Academy quando parliamo di gestione consapevole del denaro.

Se tutti imparassero a gestire meglio sé stessi e il proprio denaro, potrebbero cambiare radicalmente la propria situazione economica senza grandi sforzi.

Significa che nella maggioranza dei casi basterebbe applicare piccoli ritocchi al modo di pensare e adottare piccole abitudini, come quella di accantonare il 10% di ciò che si guadagna, per cominciare da subito a migliorare la propria situazione.

In realtà, se impari ad accantonare il 10% sempre e comunque (prima si comincia, ovviamente, meglio è), anche se già disponi di un patrimonio, e se impari ad investire questa cifra capitalizzandola, il futuro sarà molto più roseo. Non serve il Trading.

Se non sai cosa intendo quando dico “capitalizzandola”, parlo di Compounding o capitalizzazione composta dell’interesse.

In parole povere significa trasformare il Tempo nel tuo più grande alleato, continuando a reinvestire anche i rendimenti.
Soltanto dopo aver fatto queste mosse, e preferibilmente quando sarai profittevole con delle semplici strategie di investimento, potrai passare al Trading.

Prima sarebbe prematuro e troppo rischioso, proprio come lo sarebbe dare una Lamborghini o una Maserati in mano al figlio neo-patentato.

 

Giulia Fidilio, Educatrice Finanziaria AIEF e Docente di Finanza Comportamentale

 


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