Investimenti Sicuri e Redditizi

“Sicuro è morto.”


Questa è la risposta che – in tono più o meno scherzoso – ho ottenuto da uno dei miei mentori quando all’inizio del mio percorso gli chiesi “L’investimento sicuro esiste?”.

Il rischio fa parte del processo di investimento, infatti è il carburante del profitto. Vale a dire che non esiste profitto senza rischio. E a potenzialità di guadagno elevato corrispondono rischi maggiori.

Questo dovrebbe essere sufficiente a capire perché chi parla di “profitti elevati a rischio zero” sta dicendo una cosa inattuabile, che non esiste proprio. Per dirla tutta: ti sta truffando. Promettere guadagni elevati a zero rischio infatti è una prerogativa dei truffatori ed è uno dei primi campanelli d’allarme che dovrebbe metterti in guardia.

Dicevamo che il rischio è una componente imprescindibile e fondamentale del processo d’investimento. E a potenziali di guadagno elevati corrispondono rischi elevati. Rischio di cosa? Di perdere denaro!

Esatto: maggiore è il potenziale di guadagno, maggiore è anche i potenziale di perdita (parziale o totale) del capitale investito. Forse è più chiaro così?

In breve: non esiste guadagno senza rischio.

Si dice che la qualità della tua vita dipende dalla qualità delle domande che ti fai.
E allora lascia che ti dica che la domanda “esistono investimenti sicuri?” è mal posta e fuorviante.

Ciò che dovresti chiederti è “Quanto sono disposto a rischiare? Qual è la soglia massima che sono disposto a sopportare?”

Proprio così. Perché la differenza tra un Risparmiatore ed un Investitore si potrebbe riassumere così.
Il Risparmiatore molto spesso ha aspettative esagerate ed una scarsa conoscenza in ambito finanziario.  L’Investitore, al contrario, conosce bene le dinamiche degli investimenti. Sa che non esiste profitto senza rischio, e il rischio lo calcola. Prima. Quando investe ha già messo in conto il rischio, a priori.

Ma allora perché il rischio ci fa tanta paura? Così tanto da portarci a chiedere una cosa impossibile, come gli investimenti sicuri?

1 – Innanzitutto perché è un concetto sconosciuto e troppo spesso associato al concetto di “pericolo”.

Guidare l’auto senza allacciare la cintura è pericoloso. Buttarsi da un muro troppo alto è pericoloso. Investire invece non è un’attività classificata come pericolosa. Rischiosa si, ma non pericolosa.

E sai qual è la differenza sostanziale qui? Che il rischio è controllabile e controllato, mentre il pericolo no. Se vuoi saperne di più, abbiamo già parlato della differenza tra rischio e pericolo in questo articolo.

2 – L’essere umano soffre di una naturale avversione alla perdita.

Da un esperimento è stato dimostrato che i centri neuronali che si accendono nel cervello di una persona quando perde denaro sono gli stessi che si accendono quando si ha paura o in caso di dolore fisico.

Capisci cosa sto dicendo?

Dico che tecnicamente il tuo cervello non conosce la differenza tra perdere denaro e perdere un braccio!
Lo so, è un’affermazione forte, ma in un certo senso è davvero così. Se ti interessa approfondire questo argomento, puoi leggere il mio articolo “Perdere denaro fa male”

Quindi per rispondere alla domanda, anche se come ti ho detto è mal posta, no, non esistono investimenti sicuri.

Esistono investimenti con gradi di rischio diversi. E tu dovresti scegliere di investire in base alla tua propensione al rischio. La tua, non quella di qualcun’altro.

La propensione al rischio è un  fattore del tutto personale, ecco perché inorridisco quando sento dire che “il mio amico mi ha detto che questo investimento sarebbe perfetto per me” .

La verità è che là fuori si parla solo di profitti, di ROI, di guadagno, di rendimenti, di tassi e cedole.

E troppo spesso chi si avvicina al mondo degli investimenti come “turista fai da te” lo fa senza cognizione di causa e senza valutare, appunto, il rischio.

Non deve andare così anche per te, se non vuoi. Uno dei nostri mantra infatti è che l’improvvisazione si combatte con la formazione. Infatti, con una formazione adeguata, sarai in grado di valutare se entrare a mercato o meno. Cosa intendo? Intendo che se ad esempio decidi di cimentarti con il mercato azionario (la Borsa insomma) prima fai formazione seria.

Solo dopo esserti formato adeguatamente sarai perfettamente in grado di decidere quanto rischiare in base al potenziale profitto in base all’entità del tuo capitale.

Facciamo un esempio pratico. Immagina di analizzare un titolo nel mercato azionario. Lo ritieni  interessante per la tua strategia d’investimento e ti trovi sul punto di decidere quanto investire su quel titolo, ossia nello specifico quante azioni comprare.

In base all’analisi che hai fatto (analisi tecnica e fondamentale)  vedi che è un titolo che ha grandi possibilità di crescita e decidi di investire €500. Ecco questo è il tuo rischio: i €500 che hai deciso in investire. Perché hai già messo in preventivo di “rischiare” al massimo quella cifra.

Nessun pericolo dunque: non perderai la casa, il partner né il rispetto degli amici. Nella peggiore delle ipotesi, la tua perdita sarà circoscritta a quei €500. Nulla di cui aver paura, insomma.

Vedi cosa intendo dire? Non puoi controllare il mercato, nessuno può. Ma puoi controllare te stesso e le tue azioni, e puoi certamente controllare il rischio.

Nessuno te lo aveva mai spiegato così? Beh, io cerco sempre di usare mio figlio come metro di paragone. Negli anni sono giunta alla conclusione che se non sai spiegarlo ad un bambino di 9 anni, allora forse non l’hai capito bene nemmeno tu!

Se invece non sei un principiante, è probabile che a questo tu stia pensando che nel Trading non funziona così.

In realtà il money management e il risk management sono fondamentali nel Trading. Ecco perché le strategie che insegniamo nella nostra scuola si basano sul mantenere il rischio al minimo possibile.
Cosa s’intende per “minimo”? L’1%.

Significa utilizzare al massimo un rischio del 1% per singola operazione, o tradotto: non rischiamo mai più del’1% in una singola operazione (o trade).

Come si fa? Basta fare i calcoli all’inizio. Se ricorsi poco fa ti ho detto che la differenza tra Risparmiatore e Investitore è proprio quella. l’Investitore (e di conseguenza anche il Trader) mette in conto il rischio a priori, facendo tutti i dovuti calcoli.

Il concetto è che se impari a calcolare il rischio e il potenziale guadagno allora hai il controllo delle tue operazioni. E questa non è una cosa che si fa a caso. Bisogna studiare e avere una formazione adeguata prima. Altrimenti il disastro finanziario è dietro l’angolo.

Quindi invece di concentrarti sul potenziale guadagno concentrati sul rischio e su come gestirlo. Gestire il rischio è la chiave per ottenere i risultati che vuoi.

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