Buffet, il suo tocco e 4 ragioni per stare lontani dalle obbligazioni high-yield

Recentemente ha fatto piuttosto rumore il fatto che Berkshire Hathaway, la società guidata da Warren Buffett, ha liquidato tutte le sue posizioni nel settore del trasporto aereo (American Airlines, Delta Airline sono solo alcune), registrando di fatto una perdita.

“Buffett ha perso il suo tocco!”

è stato uno dei commenti ricorrenti in merito. Non è così, e nell’articolo che segue cercherò di spiegarti il perché, i pericoli di una simile notizia, e le ragioni per cui stare lontani dalle obbligazioni high-yield. Se te lo sei perso, abbiamo già parlato di azioni e obbligazioni in un articolo del passato.

Ma veniamo a Buffet e alla perdita registrata da Berkshire Hathaway. Magari stai pensando che è stata “colpa del Coronavirus!”, un evento imprevedibile per come si è svolto, tanto che è stato definito cigno nero.

Non è nemmeno questo. O meglio: è vero, ma solo in parte.

La crisi sanitaria c’entra, nessuno lo nega.

Se ci pensi, è in realtà facile comprendere che dal momento in cui Buffett ha acquistato le azioni di queste società (nel 2016) ad oggi, le cose sono notevolmente cambiate.
E soprattutto non si sa che direzione prenderanno: si ipotizza che le compagnie voleranno a capienza ridotta e dovendo rispettare nuovi standard di sicurezza, cosa che ovviamente comporterebbe investire denaro nella ristrutturazione aziendale.

La  realtà è che queste società stavano già zoppicando e il Coronavirus non ha fatto altro che dare il colpo di grazia.

A questo aggiungiamo la FED, che è entrata di prepotenza per coprire le problematiche e il ritiro delle obbligazioni con rendimento dell’11% ( American Airlines) e a lunga scadenza.

Warren Buffett non ha apprezzato questa mossa e ha deciso di uscire  il prima possibile da titoli che rischiano la caduta.

L’intenzione del governo centrale, tramite la FED, sembrerebbe quella di spingere all’acquisto di titoli o obbligazioni di grandi aziende in forte difficoltà, nascondendone i problemi con la propria presenza.

Ovviamente – come sempre accade – chi rimarrà “con il cerino in mano” saranno proprio i piccoli investitori.

Tu ci avevi già pensato?

Cerco sempre di far capire alle persone che studiano con me, che è indispensabile andare sempre bene a fondo nelle dinamiche macroeconomiche. Di questo abbiamo discusso spesso anche nel nostro gruppo Facebook La Finanza dalla A agli Investimenti.

Per ricapitolare e capire meglio, le Banche Centrali e i Governi stanno entrando nelle grandi compagnie e per cercare di ristrutturarle stanno sollecitando queste società al lancio di obbligazioni ad alto rendimento (per attrarre capitali), ma molti di questi modelli di business sono vecchi e obsoleti.

Non si basano su fondamentali forti (ecco perché ti avevo anticipato che parliamo di società che già zoppicavano) ma, al contrario, su debiti alti e poco sostenibili.

Secondo te quale potrà essere la direzione che prenderanno?
La caduta, è esatto.

Sono sicuro che ti ricordi di società come Blockbuster e Kodak… grandi società con un “Brand” forte, ma con debiti ancora più grandi. E soprattutto che non erano al passo con i cambiamenti che stavano avvenendo e l’innovazione tecnologica.

Il risultato? Il FALLIMENTO.

Quindi fatti un favore: stai lontano dalle obbligazioni high yield!

E per completezza di informazione, ecco alcune ragioni per tenertene alla larga:

  1. Le emissioni di queste società hanno raggiunto livelli record. Con il decennio di tassi di interesse bassi e ottime condizioni economiche, il debito delle società non finanziarie è aumentato del 78% dalla metà del 2009. Ha raggiunto i 6,6 trilioni di dollari.
  2. Molte delle società inserite negli ETF ad alto rendimento (30%, secondo Standard & Poor’s) sono con rating B o inferiore. Ovvero sotto il livello di investimento.
  3. L’indebitamento per molte società inserite nei prodotti ad alto rendimento è a livello “spazzatura”.
  4. Per farti un esempio: il settore energetico da solo ha 174 miliardi di debito spazzatura nei suoi bilanci.

Tieni presente che ad oggi molti fondi ad alto rendimento (ETF) non riflettono questo stress. Almeno non ancora. Non stanno ancora riflettendo perché “drogati” dall’entrata della FED o comunque dalle voci di acquisto di quote da parte della FED.

Non farti attirare dal proverbiale “canto delle sirene” che promettono alti rendimenti, ma continua ad avere un approccio disciplinato. Fondamentali e potenziale di sviluppo devono rimanere i fattori principali delle tue scelte di investimento.

Ricorda che le regole che stanno alla base di un buon investimento sono sempre le stesse: non cambiano per una crisi sanitaria e economica, per quanto seria come la presente.

E ricorda anche che il mercato azionario rimane, come sempre, la forma più sicura e profittevole nel lungo periodo, come lo stesso Warren Buffett ha ricordato proprio durante l’ultimo convegno.

Non importa che ci siano cali o momenti statici: il tempo è il fattore chiave che ti permette di guadagnare, sfruttando la forza dei mercati. A patto che tu abbia scelto i titoli nel modo corretto, senza farti abbagliare da false promesse di alti rendimenti.

Ogni volta che pensi di investire su questo o quel titolo, fermati.
E torna alle basi: analisi tecnica e fondamentale. E contestualizzazione macroeconomica.

Ora, se ti stai quindi chiedendo se questo momento è buono o meno per investire sul mercato azionario, posso dirti che:

È un OTTIMO momento per costruire la tua Buy List – ma anche per entrare su alcuni titoli (che rispettano i fondamentali, non dimenticarlo mai).

Il crollo del mercato mondiale dal 20/02/2020 al 24/04/2020 ha cancellato ricchezza per la spettacolare cifra di 27 miliardi di dollari. Ecco perché credo sia il momento di verificare, studiare, analizzare e costruire.

Puoi – e devi – sfruttare il fatto che siamo alla Fase 2 di lateralizzazione e quindi di indecisione di mercato, ma è obbligatorio tenere i piedi ben a terra e muoverti consapevolmente.

Ricordati sempre che stiamo parlando di investimenti, quindi consideriamo tempi medio lunghi. Lo sottolineo perché mi aspetto che per molti titoli la crescita sarà lenta ma alla fine arriverà.

Tieni anche presente che non abbiamo ancora visto il reale impatto del crollo dei consumi.
Soltanto una volta che i vari lockdown si saranno conclusi- e in particolar modo quello americano dato che parliamo di mercato azionario USA – avremo il reale polso della situazione e i dati reali. Le tensioni finanziarie limiteranno sia i consumi delle famiglie che gli investimenti. Per non dimenticare le insolvenze e le inadempienze.

Quindi prevedo un mercato che crollerà?


Assolutamente no, resto del tutto ottimista nel medio-lungo periodo sul mercato azionario americano. Continuo a credere che sarà il primo a raggiungere nuovi massimi. Ne ho parlato spesso, e l’ultima volta in questo articolo.

Tu che cosa ne pensi?

Se hai qualche dubbio, scrivimi qui. Sarò ben felice di averti nel mio gruppo e di confrontarmi con te.

Marco Ortelli, Investitore e Trader Indipendente

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Motta Gianluca
Motta Gianluca
1 anno fa

Ciao. come sempre super chiaro nelle preziose informazioni che ci fornisci. Grazie.